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Più di 100‘000 firme per una politica climatica giusta

L’Alleanza climatica, che raggruppa numerose organizzazioni, ha consegnato oggi al Consiglio federale e al Parlamento la sua petizione. Più di 100'000 persone esigono, con la loro firma, che la Svizzera converta l’approvvigionamento energetico nazionale basandolo esclusivamente su fonti rinnovabili entro il 2020 e che sostenga finanziariamente i paesi in via di sviluppo nella protezione del clima e le misure di adattamento ai cambiamenti climatici.

La „petizione per una politica climatica giusta“ (petizione clima) deposta il 28 maggio 2015 con 107’765 firme, esige dal Consiglio federale e dalle Camere federali:

  1. Che entro il 2050 la Svizzera converta l’approvvigionamento energetico nazionale basandolo esclusivamente su fonti rinnovabili per proteggere il clima e assicurare le basi della vita delle generazioni future. Dobbiamo abbandonare del tutto e nel minor tempo possibile le energie fossili, inclusa la mobilità dipendente da combustibili fossili, al fine di mantenere un clima vivibile e impedire al riscaldamento globale di aumentare pericolosamente di oltre 2 °C. Questo significa: una riduzione del 40% delle emissioni di CO2 entro il 2020, e del 60% entro il 2030 (rispetto al 1990).
  2. Che la Svizzera a livello internazionale sostenga finanziariamente i paesi in via di sviluppo che pur avendo una responsabilità minima relativamente al riscaldamento climatico risente in particolare degli effetti. In virtù di un’equità climatica la Svizzera è chiamata ad aiutare questi paesi ad affrontare meglio le conseguenze del riscaldamento climatico e a svilupparsi in modo sostenibile per il clima. I finanziamenti, calcolati in base alla potenza economica, non possono però andare a scapito della lotta contro la povertà e devono quindi essere finanziati al di fuori dell’aiuto allo sviluppo.

In una conferenza stampa, Rupa Mukerji, co-autrice del rapporto del Consiglio mondiale sul clima (IPCC) e membro della direzione di Helvetas, ha ricordato che il cambiamento climatico si fa sentire già da tempo: “In India, non si può più contare sul monsone, seppur vitale; le falde freatiche diminuiscono; l’esodo rurale ha assunto forme drammatiche.” Se non investiamo adesso in misure di protezione del clima, bisognerà contare con un aumento globale della temperatura di 4 gradi Celsius entro la fine del 21° secolo: il pianeta blu può sopportare l’aumento di 2 gradi al massimo.

Peter Niggli, direttore di Alliance Sud, la comunità di lavoro delle organizzazioni di cooperazione internazionale svizzere, sottolinea che il cambiamento climatico tocca più duramente coloro che, in paragone, vi hanno contribuito poco. Nell’ambito di accordi internazionali, la Svizzera si è impegnata a fare pagamenti su base annua per la protezione globale del clima dal 2020 in poi, secondo il principio di “chi inquina paga”. Questi saranno dell’ordine di 1 miliardo CHF e devono essere nuovi e addizionali, ha affermato Niggli. Sarebbe fatale utilizzare i soldi esistenti della cooperazione allo sviluppo: “Le misure climatiche sono efficaci solo se attuate come complemento alla cooperazione allo sviluppo tradizionale a favore della formazione, la salute e la lotta contro la povertà.”

Thomas Vellacott, direttore del WWF Svizzera, ha bacchettato la politica climatica svizzera. La riduzione svizzera delle emissioni di CO₂ dopo il 2020, che il Consiglio federale ha fissato in vista della conferenza mondiale sul clima di dicembre a Parigi, è completamente insufficiente. “L’UE e perfino gli Stati Uniti sono più ambizioni e vogliono ridurre due volte di più della Svizzera. Ciò mostra che il Consiglio federale non prende sul serio l’obiettivo della comunità internazionale di limitare il riscaldamento climatico a 2 gradi.” Vellacott ha criticato l’idea secondo cui è difficile proteggere il clima in Svizzera: “Un cambiamento energetico coerente è giusto, fattibile e vale la pena che sia realizzato – il miglior programma di modernizzazione della Svizzera.”

L’Alleanza climatica è convinta che le 100'000 firme della petizione clima rappresentino la voce della maggioranza svizzera in materia di politica climatica: poiché uno studio ambientale Univox, pubblicato recentemente, arriva alla conclusione che 71% delle persone intervistate pensano che la Svizzera debba fare di più per proteggere il clima. L’esigenza dell’Alleanza climatica – che la Svizzera dia un contributo equo affinchè l’aumento globale della temperatura non superi i 2 gradi – sarà benefica per la popolazione, la natura e anche l’economia.

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